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Donna Schiava
Diario di una donna "schiava".
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3/2/2009
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Presentazione?!
Ava. Non sono italiana ma vivo in questo paese da quando mio marito, per lavoro, ha avuto necessità di trasferirsi qui. Da dove vengo io, le donne non sono trattate bene come quelle italiane. Non vengono neanche trattate male, c'è semplicemente la concenzione che la donna sia una proprietà del marito e che debba fare solo ed esclusivamente quello che lui le chiede di fare. Noi donne, dal canto nostro, la pensiamo allo stesso modo poichè è così che vediamo comportarsi le nostre madri ed è con tale educazione che veniamo cresciute. Spesso, ci sono ovviamente uomini che superano il confine e che, pur non essendoti marito, pensano di poter fare di te quello che vogliono. Ma gli avvenimenti che mi legano a questo, verranno raccontati più avanti nel tempo. Sono spostata da nove anni, pur avendone solo 29. Da noi ci si sposa presto. Mio marito era un muratore ma ora è socio di un'impresa con suo fratello ed un amico di famiglia. Per questo ci siamo traferiti qui. Il mio lavoro consiste nel fare la casalinga e, probabilmente, soddisfare le mille richieste sessuali di mio marito. C'è sempre stato un accordo tra noi "Tu soddisfi ogni mia richiesta ed io non oserò mai mancarti di rispetto tradendoti". Mi sembra più che giusto. Per ora non abbiamo figli. Mio marito, lavora tutto il giorno ma la pausa pranzo viene sempre a passarla a casa. Dalle 13 alle 16 circa, spesso anche più tardi essendo suo compito non fare lavori manuali ma andare a controllare che i suoi dipendenti lo abbiano fatto, può quindi concedersi di passare da loro più tardi. Non sempre mio marito torna a casa per pranzo da solo.
La prima volta che mi ha diviso con un altro, è stato due anni fa. Passavamo un periodo di crisi perchè sembrava che dopo sette anni, la nostra intesa sessuale si fosse arenata. Poco prima dell'una, quel giorno, tornò a casa e non appena si aprì la porta d'ingresso mi resi conto che la sua voce era accompagnata da quella di suo fratello. In tavola era già apparecchiato ed io stavo per buttare la pasta. Indossavo una tuta. Non potevo di certo dirmi sexy, ma il pantalone mi sottolineava il fondoschie che, sebbene non perfetto come quelle delle donne da copertina, non passa inosservato, ed il giacchino mi laciava la pancia un poco scoperta accarezzandomi i seni. Ciò che lo rendeva sexy, forse, era l'assenza palese di reggiseno. Si sedettero a tavola ed iniziammo a parlare del più o del meno. Mio marito non è mai stato riservato, quando si tratta di dettagli sessuali nostri e quel giorno, accorgendosi del condimento che avrei messo nella pasta, raccontò a suo fratello che l'ultima volta che aveva mangiato quel condimento, non era arrivato a finire il contenuto del suo piatto perchè, solleticato da un incontro con una cliente, mi aveva chiesto di infilarmi sotto il tavolo e prenderlo in bocca. Hanno riso ed io con loro, nonostante fossi a disagio. Un disagio cresciuto quando, mio cognato, mi ha chiesto se mi sarei infilata sotto il tavolo per prendere in bocca anche il suo. Guardai mio marito, aspettandomi che ribattesse stizzato ed invece rideva e mi guardava aspettando una mia risposta. Ma io non parlai. Restai seduta e loro parlarono da soli per il resto del pranzo, di lavoro ma mi accorgevo del fatto che mi guardassero spesso e si ammiccassero. A termine pasto, fu mio marito a farmi notare che non avevo risposto alla domanda postami. "Tu cosa vorresti che facessi?" La domanda non lo sorprese più di tanto poichè è quella che fornisco ogni volta che mi chiede qualcosa e la sua risposta fu spostarsi indietro con la sedia come se mi lasciasse lo spazio per infilarmi sotto il tavolo. Feci altrettanto e mi inginocchiai per terra. Mio cognato, non appena mi vide scendere, si portò le mani ai pantaloni e li aprì per tirare fuori il suo cazzo. Il tempo di raggiungerlo ed era già pronto. Non aveva un'erezione vera e propria quando lo presi in mano ed iniziai a massaggiarlo. Era mia intenzione prendervi confidenza ma lui mi afferrò i capelli e mi spinse verso il cazzo. La cappella mi premette sulle labbra che avevo serrato e mi feci sfuggire un gemito contrariato, ma mio marito comprendendo, mi posò un piede sul fondoschiena che era rimasto rivolto verso di lui e mi spinse in avanti con forza. Aprìì le labbra ed accolsi il cazzo ancora mezzo moscio di mio cognato in bocca. Lui iniziò a ridere e mio marito fece altrettanto. Mio cognato mi teneva la mano sui capelli ma ero io a far scorrere le labbra sul suo cazzo che prendeva vigore contro il mio palato e la mia lingua. Lo spompinai in quel modo, lentamente, finchè non lo sentii duro. A quel punto iniziai ad appicarmi un pò di più. Lo facevo ancora scorrere tra le labbra ma alternavo quel movimento ad energiche succhiate alla sola cappella e colpi di lingua che dalla base andavano verso la punta come fosse un cono gelato. Non lo guardavo negli occhi, ma lo sentivo gemere e dire a mio marito che ci sapevo fare anche se potevo migliorare. D'un tratto, la sua mano strinse maggiormente i miei capelli e divenne una morsa d'acciaio. Si alzò e compì qualche passo indietro, quella mano che mi tratteneva mi costrinse ad andargli dietro. Mi stava praticamente trascinando ed il movimento comportò una spinta della cappella fino in gola che mi provocò un conato ed un certo fastidio. Feci qualche passo sulle ginocchia, prima di sentirlo fermarsi. In ginocchio, mi impose di stare ferma. Iniziò a muoversi lui con il bacino in modo che il suo cazzo entrasse ed uscisse dalla mia bocca, scopandomela con una velocità esagerata. Neanche mio marito mi aveva mai scopato la bocca con così tanta voracità. Di tanto in tanto avevo voglia di rimettere il pranzo, ma resistetti. Chiusi gli occhi, stritolando le palpebre e questo mi impedì di notare che mio marito non solo si era alzato ma anche avvicinato a me. Sentii però la sua mano aggiungersi a quella di mio cognato e, poi, sostituirla. Mentre mio cognato mi scopava la bocca, era mio marito a tenermi ferma in modo che potesse farlo e lo incitava a spingerlo tutto dentro. Nella nosta lingua, mi chiamavano puttana. Sentivo il cazzo di mio marito spingermi contro la nuca, era eretto. Mio cognato mi scopò la bocca accompagnandosi con versi di soddisfazione che mi irritavano, assieme agli epiteti più osceni da rivolgere ad una donna. La mia bocca fu il suo angolo di paradiso per una ventina di minuti, prima che venisse e mi riempisse la bocca di sperma. Aprii la bocca di istinto per farlo uscire un pò fuori. Quando mio marito se ne accorse, dopo che il cazzo uscì, mi tappò la bocca con una mano e spinse il capo indietro in modo che fossi costretta ad ingoiare. Pensavo sarebbe finita lì, invece voleva prendersi anche lui la stessa soddisfazione. Si cambiarono di posto. Mi ritrovai di nuovo la bocca riempita e stavolta del cazzo di mio marito. Mi scopò la bocca anche lui ma mentre i movimenti di suo fratello erano veloci, i suoi erano lenti. Ma erano violenti. Tanto violenti che avevo paura di rompesse le labbra ad ogni affondo. Aprii gli occhi e li rivolsi verso l'alto, mi resi conto della sua espressione arrabbiata e compresi che mi stava punendo per aver fatto una cosa che lui voleva facessi. Forse per la foga, durò poco e mi sborrò in bocca. Mio cognato ci aveva lasciato fare da soli perchè si stava ripulendo. Ingoiai anche lo sperma di mio marito. Quando mi tolse il cazzo di bocca, mi assestò un debole schiaffo su una guancia.
Quella fu solo la prima volta in cui ebbe un contatto così diretto con il cazzo di mio cognato e non fu di certo l'unico. Da quel giorno, i problemi sessuali di mio marito trovarono una facile risoluzione. Facile per lui, ma non di certo per me che trovo ancora difficili certi incontri. Diventano via via più piacevoli, ma non certo semplici.
**continua**
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